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Musica Classica e opera di Classissima

Sergej Rachmaninov

sabato 25 marzo 2017


Wanderer's Blog

3 gennaio

Concerti di Capodanno 2017: da Berlino a Venezia passando da Vienna

WandererInnanzitutto Buon 2017!!! Eccomi nuovamente al tour europeo tra i concerti di Capodanno . Prima di finire nel mirino del fisco meglio specificare che trattasi di tour televisivo…. Prima tappa: Berlino. Un Silvesterkonzert, quello dei Berliner Philharmoniker. Da qualche anno il Silvesterkonzert mi sembra che punti sul solista: quest’anno Daniil Trifonov (lo scorso anno fu la Mutter, due anni fa Pressler…). I concerti con programmi musicalmente stimolanti, dedicati spesso alla musica di paesi stranieri, appartengono ormai al passato remoto. Trifonov è un acrobata della tastiera e si è esibito in uno dei suoi pezzi forti: il Terzo di Rachmaninov, il “mitico” rach3″ che fa tremare anche i virtuosi più atletici. Daniil Trifonov Trifonov lo affronta senza apparente fatica, scatenando così l’entusiasmo del pubblico che applaude già dopo il primo movimento e che al termine scatta in standing ovation. Attorno a questa acrobazia Sir Simon Rattle ha inserito brani che mi sono parsi più che altro di riempitivo, tanto per arrivare al 90° minuto: l’ouverture dal Colas Breugnon di Kabalevskij, alcuni brani da Façade di Walton, tre Danze Slave di Dvorák (chissà se riuscirà mai a terminare l’intero ciclo?), e come bis il Galopp da I Commedianti di Kabalevskij. Routine, altissima ovviamente, ma sempre routine. I Silvesterkonzerte di una volta son finiti… Seconda tappa: Vienna. Il Neujarskonzert 2017 dei Wiener Philharmoniker I patrioti non me ne vogliano se anche stavolta ho scelto la diretta del Concerto viennese. Forse è una questione affettiva: era il 1960 la prima volta che in tv vidi la diretta della II parte del Concerto di Capodanno, in b/n e con Willi Boskowski sul podio, e da allora lo seguii più o meno tutti gli anni con i miei cari che ormai non ci sono più. È una tradizione, come il panettone a Natale, una di quelle cose che fa parte della vita e a cui di certo non si rinuncia perché la Rai decide di produrne uno in concorrenza. A dirigerlo quest’anno Gustavo Dudamel. Devo dire che è stata un’emozione vedere Dudamel sul podio del Concerto più famoso del mondo (per motivi mediatici), sia per la sua giovanissima età, sia perché è il più illustre rappresentante di El Sistema. José Antonio Abreu, fondatore della Istituzione, era presente in sala anche lui visibilmente emozionato. José Antonio Abreu con Eloisa Maturen (ex moglie di Dudamel) al Neujarskonzert Dudamel lo ricordavo ai Concerti di fine anno a Caracas, esplosivo e pirotecnico, a Vienna mi è sembrato molto misurato, quasi intimorito dal ruolo. Ha diretto splendidamente, con quella musicalità travolgente che gli fa affrontare qualsiasi repertorio. Gustavo Dudamel dirige il Neujahrskonzert 2017 Gesto sempre elegante, non “balla” e suda come tanti suoi colleghi. In programma ben otto brani “inediti” per il Concerto di Capodanno. Un bel concerto, secondo me superiore a quelli di altri che lo hanno preceduto e che sulla carta sembravano essere più idiomatici. Emozionatissimo durante gli auguri in cui sembrava cercar suggerimenti dagli orchestrali. Prosit Neujahr!!! Speriamo che il 2017 sia bello come questo Neujahrskonzert viennese. Terza tappa: Venezia. In differita su Rai 5 il Concerto dalla Fenice. O meglio la seconda parte del concerto. Quest’anno diretto da Fabio Luisi. Fabio Luisi dirige il Concerto di Capodanno alla Fenice Un direttore di grande rilievo e prestigio. Due solisti, Rosa Feola e John Osborn, notevoli. Coro e Orchestra in buona forma. Rosa Feola al Concerto della Fenice Brani dei compositori italiani più rappresentativi. La formula del Concerto ormai è la solita: una sorta di Operngala con inserimento di brani che possano dare spunto a coreografie. John Osborn al Concerto della Fenice “Va’ pensiero” e “Libiamo…” come bis di tradizione. Resta, almeno in me, la domanda se questo concerto, senza dubbio dignitoso, abbia i requisiti per spodestare il Neujahrskonzert dei Wiener e prenderne il posto nella diretta tv. P.S.: In differita streaming, ieri, il Festkonzert della Dresden Staatskapelle dalla Semperoper diretto da Thielemann con Zneider solista. Come a Berlino si punta sul Solista, ottimo nel Concerto di Max Bruch. Attorno Thieleman dirige, senza particolare convinzione, brani molto popolari.

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30 dicembre

Concerti di Capodanno 2017 in tv

Chi è rimasto in casa e vuol salutare il 2016 che se ne va e il 2017 che giunge con un po’ di buona musica può far ricorso alle reti tv: Si parte dal 31 dicembre: alle ore 17:00 l’immancabile Nona Sinfonia di Beethoven dal Gewandhaus di Lipsia su MDR: quest’anno dirige Andris Nelsons (tra i solisti la di lui affascinante consorte Kristine Opolais). In terribile concorrenza alle 17:25 il rituale Silvesterkonzert dei Berliner Philharmoniker diretti da Simon Rattle su ARD (visibile anche in streaming per gli abbonati alla Digital Hall): solista Daniil Trifonov nel Terzo di Rachmaninov, precede l’ouverture Colas Breugnon di Kabalevskij, segue una scelta di brani da Façade di Walton e alcune Danze Slave di Dvorak. Chi non avesse l’antenna parabolica può alle 17:00 rifarsi su medici.tv che trasmette in streaming il Concerto dalla Semperoper di Dresda diretto da Christian Thielemann con Nikolaj Zneider solista nel Primo Concerto di Bruch, preceduto dall’ouverture Donna Diana di Reznichev e seguito da Romeo e Giulietta di Ciaikovskij e dalla sinfonia dal Guglielmo Tell di Rossini. Il 1° gennaio alle 11:15 l’irrinunciabile Concerto della Filarmonica di Vienna diretta quest’anno da Gustavo Dudamel (il programma l’ho già indicato in post precedente): diretta su ZDF o su ORF, differite Rai su Rai 2 alle 13:30 e su Rai 5 alle 21:15. La Rai trasmette in diretta alle 12:20 su Rai 1 invece la seconda parte del Concerto di Capodanno dalla Fenice, quest’anno diretto da Fabio Luisi con Rosa Feola e John Osborn solisti (Verdi, Bellini, Donizetti, Rossini-Britten): differita alle 18:30 su Rai 5. Rai 5 al mattino trasmette “La bella addormentata” di Ciaikovskij nell’edizione del Teatro alla Scala, già diffusa qualche anno fa e al pomeriggio alle 15:40 una bella e spassosa edizione de “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini andata in scena al Regio di Torino nel luglio 2015: edizione tradizionalissima che farà torcere il naso a chi ama solo le stramberie, ma che sarà un godimento per tutti gli altri. Buona fine e miglior principio a tutti con tanta buona musica.




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15 settembre

Stanislav Kochanovsky e la OSN Rai per MITO Settembre Musica 2016

Stanislav Kochanovsky In una rassegna che ha il titolo di “Padri e figli” giunge quanto mai a proposito la sostituzione del previsto Dmitri Kitajenko (età 76) col giovane Stanislav Kochanovsky (età 35) sul podio della OSN Rai . Veramente la sostituzione era già avvenuta a Rimini la sera prima in cui c’era il notevole valore aggiunto di Simon Trpcheski solista nel Secondo di Rachmaninov. Per MITO niente Trpcheski (impegni del Pianista? risparmio sui costi? o improbabile “paternità” Rimskij-Rachmaninov?) e programma modificato nel secondo brano. Deve esser destino per Kochanovsky sostituire direttori russi over 70 quando c’è in programma Shéhérazade di Rimskij Korsakov: avvenne anche a S.Cecilia a Roma nell’aprile del 2014 quando sostituì Temirkanov [i direttori artistici sono avvisati, quando scritturano un “nonnetto” (per usare l’infelice espressione di un ineffabile cronista de La Stampa) per dirigere l’op.35 di Rimskij c’è Kochanovsky a disposizione ]. La serata aveva come “titolo” Orchestrare alla russa e aveva il proposito (credo) di evidenziare l’influsso del grande Rimskij su compositori delle generazioni successive. Rimskij ebbe indubbiamente un influsso notevolissimo sulla musica (non solo russa): non mi sembra però che i brani scelti siano molto indovinati. Il Divertissement da Le baiser de la fée di Stravinskij è un omaggio a Ciaikovskij (presentato nel programma di sala quasi come “rivale” di Rimskij) e in ogni caso non mi pare che in esso ci siano retaggi rimskiani, tutt’altro: perché allora non L’Uccello di fuoco, se si voleva restare in Stravinskij e dimostrare una paternità? Poi il Naughty Limericks di Shchedrin, in apertura, è lontano anni luce da Shéhérazade. Insomma i tre brani al limite sono un esempio di eccellente orchestrazione, senza però “legami di parentela” tra essi. Il tutto conferma in me l’impressione (forse errata) che la direzione artistica abbia fatto prima il cartellone dei concerti e appioppato il titolo della rassegna a posteriori, d’altronde è talmente generico che potrebbe essere assegnato a quasi tutte le stagioni concertistiche (ho provato con la prossima della OSN e ci starebbe, in senso lato, alla maggioranza dei concerti). Il brano più riuscito è stato Shéhérazade op.35. La lettura di Kochanovsky non mi è parsa diversa da quella data a Roma due anni fa, privilegiando l’aspetto narrativo della partitura e il movimento migliore in quest’ottica mi è parso il secondo che è il più “narrativo” dei quattro. L’Orchestra, nonostante qualche leggera e perdonabile imperfezione qua e là, ha ben risposto e le prime parti sono state a lungo applaudite. Il programma di sala aumenta di una unità il Gruppo dei Cinque: errore di stampa o confusione con il gruppo parigino di cui fecero parte Milhaud e Poulenc? Nessun bis a fine serata nonostante gli insistenti applausi: che stitichezza! Insomma un evento che sarebbe stato benissimo nella normale programmazione OSN Rai (non sarebbe stato neanche dei più significativi), piuttosto che in un “festival” come dovrebbe continuare a essere Settembre Musica. Kochanovsky e Alessandro Milani (violino di spalla, solista in Shéhérazade)



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3 settembre

La London Symphony Orchestra diretta da Noseda inaugura al Regio di Torino MITO Settembre Musica 2016

La LSO con Gianandrea Noseda sul podio Con un bel concerto della London Symphony diretta da Gianandrea Noseda, cha da questa stagione è direttore ospite principale e come tale sta dirigendo la tournée dell’Orchestra dal 24 Agosto al prossimo 14 Settembre, è iniziata a Torino la nuova edizione di MITO Settembre Musica. La tournée iniziata a Lubiana ha toccato molte città europee e Torino e Milano sono tra queste, in esse viene eseguita in prima italiana la trascrizione orchestrale di Cinque Preludi dal Secondo libro di Debussy a cura di Nikos Christodoulou. Gli altri due brani, La Mer di Debussy e la Seconda Sinfonia di Rachmaninov, sono in comune con la maggior parte dei concerti proposti in tournée. Christodoulou ha orchestrato tutti i 12 Preludi che nel 2012 sono stati eseguiti ad Atene diretti da lui stesso. A scegliere i Cinque eseguiti a Torino ieri sera (replica a Milano stasera) è stato Noseda. “Trascrivere non è solo trasferire una composizione da una destinazione strumentale a un’altra. È entrare nell’anima di una partitura, intrecciare un dialogo con un autore al di là del tempo. Un’arte affascinante praticata da sempre: Bach trascriveva Vivaldi, Mozart faceva lo stesso con Cimarosa, Brahms con Schubert, Ravel con Musorgskij… Le trascrizioni raccontano un’altra storia della musica.” “Orchestrare i Preludes, cardine del pianismo novecentesco, non è far torto a chi li ha scritti, ma cercare di farli rivivere in uno spazio diverso capace di svilupparne le infinite possibilità. A Debussy sono stato fedele al cento per cento, senza però, mai cercare di imitarlo” (intervista a Christodoulou sul Corriere della Sera del 28 Agosto 2016). A giudicare dai cinque preludi eseguiti il lavoro di Christodoulou è stato molto scrupoloso e diligente e, secondo me, ha riprodotto bene lo stile orchestrale di Debussy. Era presente in sala e ha risposto ai calorosi applausi del pubblico, che ha apprezzato la Composizione. La serata è proseguita con La Mer e terminata con la Seconda Sinfonia di Rachmaninov, che a dispetto dei numerosi detrattori continua ad avere vita particolarmente felice. Noseda che di Rachmaninov è convinto interprete ne ha dato una lettura equilibrata senza forti coinvolgimenti emotivi. Il rapporto che si è instaurato già con la London Symphony mi è parso eccellente, il che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che Noseda è davvero uno dei migliori direttori del momento: averlo a Torino come direttore del Regio riempie di orgoglio. A lungo festeggiati Orchestra e, soprattutto, Direttore hanno ancora concesso due bis: il Trepak da Lo Schiaccianoci di Ciaikovski e la Danza Ungherese n.5 di Brahms (a proposito di trascrizioni….): pubblico restio ad andar via, ma Noseda ha fatto cenno che era ora di riposare. È terminato così il primo concerto del MITO, l’unico forse,a mio parere, che possa stare alla pari con le precedenti edizioni del Festival. Quanto seguirà mi pare piuttosto imparentato con le manifestazioni di piazza estive. Si sfruttano le risorse locali. Quindi il tutto diventa in realtà un anticipo delle stagioni che da ottobre a giugno le istituzioni musicali torinesi offrono. Anzi se si confrontano i cartelloni di queste si scopre senza difficoltà che l’offerta nei prossimi mesi è di gran lunga più stimolante e interessante. C’è stato ieri sera un assaggio delle grandi “novità”: la presentazione in quattro minuti (chissà perché non cinque?) di Stefano Catucci (impresa disperata, su cui preferisco non infierire), i sopratitoli con la guida all’ascolto (non è una novità, ma un vezzo del nuovo direttore artistico, che già un paio di lustri fa l’aveva proposto e che evidentemente non aveva avuto un gran riscontro). Per carità, si possono anche aggiungere cose alla precedente conduzione, purché lo si faccia con la dovuta sobrietà, senza presentarle come le novità di cui tutti avevano necessità e senza atteggiamenti messianici che sono completamente fuori luogo.

Sergej Rachmaninov
(1873 – 1943)

Sergej Rachmaninov (1º aprile 1873 - 28 marzo 1943) è stato un compositore, pianista e direttore d'orchestra russo. Di fama mondiale, è considerato uno dei più grandi compositori e pianisti russi di sempre. Amava considerarsi soprattutto un compositore, piuttosto che un pianista, anche se lo sviluppo della sua carriera - per certi versi tormentata, almeno agli inizi - sembrava essere la dimostrazione del contrario. Nato nella tenuta di famiglia ad Oneg presso Velikij Novgorod, dove vivevano la madre, Ljubov Butakova, il padre Vasilij (ex-ufficiale dell'esercito russo), le sorelle Elena e Sofija ed il fratello Vladimir, tutti maggiori di età, Sergej visse fin dalla prima infanzia circondato dalla musica. Infatti sia il padre che il nonno suonavano spesso il pianoforte. Quando Sergej nacque, il cugino Alexander Siloti era già un pianista affermato. Altri due fratelli si sarebbero poi aggiunti alla già numerosa famiglia: una bimba di nome Varvara e un bambino di nome Arkadij (Varvara però morirà poco dopo la nascita).



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